PostHeaderIcon Le News della Fials di Ferrara

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2012-04-15 

per ridurre i costi della sanità bisogna investire, ma bisogna investire  sulle professioni sanitarie dell’area del comparto.
Le ricette finora proposte e attuate, non hanno prodotto risparmi, tutt’altro!! Inoltre, all’aumento dei costi non ha corrisposto una razionale riorganizzazione  dei servizi ospedalieri e territoriali  in risposta ai bisogni di una utenza sempre più anziana e all’aumento delle patologie croniche.

L’obbiettivo  del contenimento dei costi della sanità è totalmente condiviso, ma su alcune scelte FIALS esprime forti perplessità.

Assistiamo a tagli di servizi es: PPS,  a “sospensioni temporanee” di Posti letto  in LPA e Medicine nel periodo estivo,  in una situazione di inadeguatezza della  rete dei  servizi  territoriali, la cui organizzazione necessita di una rivisitazione,  non solo in  un’ottica di risparmio tout court, ma per dare una migliore  risposta alla cronicità ed all’invecchiamento della nostra popolazione , per una valida   alternativa alla ospedalizzazione.
La lotta agli accessi dei codici bianchi ai PS e PPS non la si persegue chiudendo quest’ultimi .
la risposta alternativa ai ricoveri “inappropriati”,  non può essere la riduzione di  disponibilità di posti letto nelle UUOO di Medicina ed LPA , ad oggi presentata come temporanea, per il periodo estivo.  
Ben venga l’apertura degli ambulatori dei medici di medicina generale  h 12, come filtro all’accesso ai PS o PPS e al ricorso ai ricoveri ospedalieri od ai ricoveri ripetuti,  ma non alla  replicazione del modello sperimentale  Casa della salute ubicata nell’Ospedale di Copparo (FE),  che presenta come “punto di forza” l’ apertura dell’ “Ambulatorio   Nucleo Cure Primarie h 12”, gestito  a rotazione dai di medicina generale del distretto centro-nord.
.

 Con questo modello,  si rischia di pagare il doppio per le medesime prestazioni, con un incremento del pendolarismo e maggiori disagi per la cittadinanza, (per ora 37.000 cittadini del distretto centro-nord).

1-  In Italia ci sono  400 mila infermieri  che sono in grado di dare risposte adeguate  ai bisogni di salute dei cittadini inerenti la cronicità, l’estensività assistenziale. Essi  sanno gestire e dare risposte  ai bisogni ed ai  problemi che dal punto di vista clinico sono poco complessi, ma che  per le persone interessate sono estremamente  complicati.
2- Va potenziata la rete dell’assistenza domiciliare, in cui
 gli infermieri hanno dato prova di grande competenza nel  contesto di una equipe multi professionale,  apportando  un valido contributo alla riduzione dei ricoveri ospedalieri, dei ricoveri ripetuti e al ricorso ai PS ed ai  PPS.
3- La diffusione degli ambulatori infermieristici, per medicazioni, terapie ev, educazione sanitaria, ecc.,  deve diventare un obbiettivo da raggiungere in un futuro prossimo. Da decenni gli infermieri gestiscono ambulatori per uro-enterostomizzati, con un netto miglioramento della qualità della vita dei pazienti che vi afferiscono.
Lo studio medico aperto 12 h, può essere un disincentivo al  ricorso da parte dei cittadini ai PS ed ai PPS, ma dopo che il medico ne  ha individuato il problema, può prescrivere accertamenti, ma di fronte alla necessità della esecuzione di un trattamento terapeutico,  chi lo mette in atto? A chi si rivolgono questi pazienti per farsi fare le terapie prescritte?
C’E’ UN VUOTO CHE VA COLMATO,  E LA FIGURA COMPETENTE E’ L’NFERMIERE.

4- ALTRI TAGLI! Che sorte è toccata al “progetto dialisi estivo” che, da oltre un decennio garantiva prestazioni di dialisi a pazienti dializzati in vacanza ai Lidi Ferraresi,  con personale infermieristico in orario aggiuntivo-serale? 

 

 

 

2012-03-25

 La modifica dell'articolo 18 proposta dal governo Monti e' un regalo fatto agli imprenditori.

Si  vuole dare agli imprenditori la possibilità di licenziare i lavoratori in maniera indiscriminata.

Con questa norma sull’articolo 18 si accentua lo squilibrio nei  rapporti di forza tra lavoratori e impresa a sfavore dei primi. 

La modifica dell’art.18,  non rappresenta una priorità,  i licenziamenti ( la flessibilità in uscita), sono fin troppo facili.  nel 2011 sono stati licenziati circa 900.000 lavoratori e solamente 50 sono stati i reintegri.

Riteniamo che l'art.18 non vada modificato, così com’è,   dà al giudice la possibilità di reintegrare il lavoratore quando il licenziamento è ingiustificato.

Questa contrapposizione tra “conservatori”  e “abolizionisti” dell’art.18, è controproducente,  alimenta  ulteriormente le già presenti e sempre più diffuse tensioni sociali,  in presenza di una già difficile situazione economica.

L’economia non la si rilancia rendendo più facile licenziare.

Il reintegro non è  un impedimento ai licenziamenti, (900.000 nel 2011)  e
riteniamo che vada mantenuto quale deterrente in tutti i casi di licenziamento, quale parte fondamentale dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori.

Un invito al Parlamento affinchè “ammorbidisca” la riforma del lavoro del Governo, col  ripristino della possibilità del reintegro anche per i licenziamenti di natura economica.

 In particolare, al Parlamento si chiede la modifica  della norma che prevede solo la possibilità di risarcimento, ma non il reintegro, per i licenziamenti economici.

Ultimo aggiornamento (Giovedì 29 Marzo 2012 07:17)

 

2012-03-18

  FIALS AL TAVOLO REGIONALE

La Segreteria Regionale FIALS  è stata ricevuta in data  16-3-2012  dagli organismi preposti della   Nostra Regione,  per discutere, su propria richiesta, di due importanti temi:

1-      Rispetto delle Relazioni Sindacali (richiesta lett. FIALS RER del  23-1-2012)

2-      Riconoscimento dei Tempi di Vestizione (rinnovo richiesta lett.FIALS RER del 25-1-2012).

RELAZIONI SINDACALI

Dopo ampio dibattito tra le parti, il Direttore Generale Org. Personale Dr. L. Broccoli ha garantito, per le future consultazioni, la convocazione delle parti sindacali su tavoli separati, ma nella medesima giornata.

Inoltre, lo stesso D.G  si è impegnato a fornire, al pari di CGIL CISL e UIL una adeguata e puntuale informazione sulle tematiche inerenti, che la RER intende affrontare.

La Segretaria Regionale Mirella Boschetti esprime la propria soddisfazione: “abbiamo imboccato la strada giusta, mi sentirei di dire, seppure con  qualche cautela,  verso il riconoscimento  della pari dignità che ci siamo conquistati sul campo in tanti anni di lavoro”.

TEMPI DI VESTIZIONE

Dopo ampio dibattito tra le parti, la riunione si è conclusa con:

1-       l’impegno della Regione a completare l’iter già avviato di rilevamento dei dati inerenti gli accordi in essere in tema di “Tempi di Vestizione”  nelle singole Aziende sanitarie, iter che ha  come data di scadenza il 23.3.2012.

2-      La valutazione da parte della Regione delle ripercussioni economiche che comporterebbe tale riconoscimento o il non riconoscimento.

Tale valutazione si rende necessaria  a fronte delle cause legali pendenti o che potrebbero aprirsi successivamente nella nostra Regione a fronte delle innumerevoli e recenti Sentenze di Cassazione che si esprimono a favore dei lavoratori.

Nella Regione Lombardia già si sono firmati i primi accordi a livello delle singole Aziende Sanitarie come conseguenza diretta  delle disposizioni date dal Presidente della Regione Lombardia.

 


PETIZIONE FIALS “ONOREVOLE SI DIA UN TAGLIO”. CANALE PRIORITARIO NELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI DELLA CAMERA DEI DEPUTATI. STIPENDI, BENEFIT E VITALIZI DELLA “CASTA” NEL MIRINO DELLA FIALS.

manifesto della petizione popolare fialsAd appena una settimana dalla consegna alla Camera dei Deputati della Petizione FIALS “Meno costi per la politica e più politiche sociali e del lavoro”, inizia già da lunedì 19 dicembre il relativo iter parlamentare. Lo ha annunciato il Segretario Generale FIALS, Pino Carbone, chiarendo che la petizione sarà annunciata all’Assemblea Parlamentare della Camera dei Deputati e contemporaneamente assegnata per la discussione alla I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) il cui Presidente, On. Donato Bruno e alla VI Commissione Finanze (FINANZE) il cui Presidente è l’On. Gianfranco Conte.

Finalmente - ha dichiarato Carbone -  tocca anche ai parlamentari fare sacrifici. Un atto dovuto nei confronti di tutti i cittadini pesantemente bersagliati dalla manovra Monti.

La FIALS seguirà attentamente la procedura dell’iter della propria petizione per pervenire all’obiettivo di recuperare risorse economiche dalla casta ed investirli in servizi sociali, del welfare e per i rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici.

Ultimo aggiornamento (Lunedì 02 Gennaio 2012 16:11)

 

 La Favola della FASE DUE

 Dalle statistiche odierne risulta che il potere
d'acquisto dal 2001  ad oggi è calato del 40% con l'EURO . 

Ora si spera nella Fase  due di Monti  .
Se si realizzasse sarebbe la prima Fase
 due concretizzata in assoluto dal 1977.

 E' risaputo che anche prima dell'Euro
 i salari e  gli stipendi in Italia  erano
e sono più bassi del 25%-30% della media Europea.

 A mio avviso ciò è dovuto al senso di "responsabilità "
della TRIPLICE a non chiedere il rispetto degli accordi
 e la realizzazione delle FASI DUE negli ultimi 30 anni di "concertazione"

 Breve cronistoria

Accordo interconfederale 26 Gennaio 1977
 (cd. Accordo  Carli-Lama)

Accordo  per la  regolamentazione dell’indennità e degli scatti di anzianità, degli effetti anomali della scala mobile, delle festività, delle ferie, del lavoro notturno a turno, del lavoro straordinario, della mobilità interna,delle assenze del lavoro. Accordo trafuso nella legge n.91/1977 che modificava  l’art.2121 c.c. escludendo dal calcolo dell’indennità di anzianità quanto corrisposto al lavoratore come aumenti di indennità di contingenza scattati posteriormente al 31 Gennaio 1977,( ciò andava evidentemente a noncumento dei lavoratori in quanto riduceva sensibilmente l’importo della indennità).

Accordo Interconfederale 22 Gennaio 1983
 (cd. Protocollo Scotti)
E’ considerato il primo accordo triangolare concluso con il metodo della concertazione sociale.Con questo accordo si verifica uno scambio tra sacrifici imposti ai lavoratori in nome di obiettivi macroeconomici (es.livello di produzione) e partecipazione del sindacato alla definizione delle scelte di  politica economica , da vita inoltre a una nuova fase di centralizzazione della contrattazione collettiva perché predetermina il rapporto tra i contratti collettivi di vari livelli con una rilevante limitazione della contrattazione aziendale.

Protocollo sul costo del lavoro 14 Febbraio 1984
(cd. Patto di S. Valentino)e rottura unità sindacale
 confederale fatta nel 1972.

Accordo firmato separatamente da CISL e UIL (non dalla CGIL), segnando perciò l’interruzione di una prassi di concertazione a tre e la fine della unità di azione all’interno della triplice. L’accordo nasce dalla proposta di rivedere il meccanismo di adeguamento salariale(scala mobile) e dalla disdetta data unilateralmente dalla Confindustria. Le azioni di sciopero per contrastare la disdetta fatta unilateralmente dalla Confindustria non riuscivano soprattutto a causa delle divisioni all’interno dei sindacati( in particolare l’area socialista della CGIL voleva l’intesa, mentre l’area comunista si opponeva, il giorno di S. Valentino 1984 prevalse il voto contrario della GGIL).

Protocollo sul contenimento del costo del lavoro
 31 luglio1992
.


Segna la fine della “scala mobile”, accettata ormai da tutti e tre i sindacati confederali(Triplice) con la scusante della urgenza di superare le difficoltà economiche che impedivano al Paesedi rientrare nei parametri posti nell’Accordo di Maastricht per la partecipazione alla U.E.
Gli accordi di concertazione cessano di operare uno scambio tra sacrifici(reali) e vantaggi(virtuali),infatti questo accordo comporta sacrifici notevoli per i lavoratori e nessun vantaggio né immediato né futuro, stabilisce inoltre alcuni criteri guida per la riforma della contrattazione collettiva.


Protocollo sulla politica dei redditi e sull’occupazione
 23 luglio 1993(cd Patto di S. Tommaso
)


Protocollo che stabilisce “crea” un metodo di intervento  in materia di politica dei redditi basato sul controllo delle dinamiche salariali condivisa dalla Triplice allo scopo di realizzare obiettivi generali quali la riduzione dell’inflazione e la crescita dell’occupazione. Per fare tutto questo si ordinano le modalità, i tempi, i livelli di contrattazione collettiva secondo un modello tutt’ora vigente.

Accordo Interconfederale 24 settembre1996
(cd. Patto per il Lavoro) 

Oggetto  di tale accordo vi sono tematiche prevalentemente occupazionali, abolizione del lavoro sicuro  e nascita delle nuove figure  atipiche, interinali, ecc. Tematiche occupazionali che verranno poi trafuse e trasformate nella legge 196/1997 (cd. Pacchetto TREU, dal nome del ministro proponente).(1)
Patto per lo sviluppo e l’occupazione 22 dicembre1998 (cd.Patto di Natale)
Istituzionalizza il metodo della concertazione determinando un collegamento stabile tra la legislazione statale e l’autonomia collettiva e tra questa e l’ordinamento comunitario (infatti la concertazione può riguardare anche la trasposizione  di direttive comunitarie. Si ampliano le materie e le occasioni che devono determinare un confronto tra Governo e parti sociali( si può trattare di una mera richiesta di parere  preventivo “parere obbligatorio ma non vincolante” oppure di una procedura per realizzare un accordo collettivo cui deve seguire una legge “legislazione negoziata”.


Contratto per L’Italia 5 luglio 2002
(cd.Patto per l’Italia)

Si formalizza definitivamente il Passaggio dal metodo della concertazione sociale al metodo del dialogo sociale. Il patto è stato firmato separatamente da CISL e UIL (non da CGIL) senza che vi fosse alcun problema tecnico giuridico per la sua ricezione(Maggiore rappresentatività comparata, ovvero CGIL è minoritaria di fronte all’insiemedi CISL e UIL),parziale nelle successive leggi che hanno modificato l’assetto vigente in materia di mercato di lavoro, contratti a contenuto formativo, co.co.pro., a lavoro temporaneo ecc.


Poi è subentrata la legge 30 detta “BIAGI
del 2003


Le cui linee generali prevedono la liberalizzazione definitiva del mercato del lavoro secondo precise direttive:
1) la contrattazione individuale fra lavoratori ed aziende
2) l'ampliamento del ricorso alle figure atipiche (co-co-co, part-time, interinale, ecc)
3) la scomparsa dei tetti che limitavano il ricorso al precariato
4) l'introduzione di nuove forme di sfruttamento fra cui "lavoro a chiamata", "condiviso", ecc.

Ricordiamo però che il processo di smantellamento delle tutele e dei diritti dei lavoratori, è una strada aperta dal governo D'alema di centro sinistra. Infatti è stato proprio il pacchetto Treu a far scomparire il "lavoro sicuro" introducendo per la prima volta le nuove forme (co-co-co, interinale, ecc)  di sfruttamento.

    Monti e il Decreto SALVA ITALIA 
 Fine anno 2011 - Fase prima

Vera macelleria sociale
Colpiti  sempre i soliti:
pensionati e dipendenti   con Tasse , blocco del pur parziale adeguamento delle pensioni all'inflazione, introduzione dell'ICI anche sulla prima casa ed aumenti indiscriminati.


La Fase due è stata annunciata chissà se....????

Roberto

 

Ultimo aggiornamento (Lunedì 02 Gennaio 2012 16:08)

 
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